martedì 27 dicembre 2016

CUCINA SANFELESE

La gastronomia sanfelese rientra per molti aspetti in quella regionale e la completa. Ecco alcune specialità.
Acquasale
Antipasti
  • Acquasalë fréddë (pane raffermo ammorbidito con acqua fredda e condito con pomodoro, cipolla, sale e origano)
Primi piatti
  • Cavatiéddè, fusiddë e avrècchjëtèddè (pasta fatta in casa condita con la radice amara cren o rafano, “u rafënë” in dialetto)
  • Laghënë e fasulë (piatto unico composto da tagliatelle fatte in casa e fagioli)
  • Mëgliazze, pizzë dë grandinjë, farënatë (preparati a base di farina di mais)
  • Trëhiddë cu a muddichë (pasta fatta in casa con aggiunta di mollica di pane)
Secondi piatti
  • Cutturriéddë (bollito di carne di pecora o montone con verdure)
  • Marrë (Involtino di interiora di agnello, capretto o maiale)
  • Mugliulatiéddë (Involtini di trippa di agnello o capretto, con ripieno a base di carne)
  • Suffrittë (soffritto di spezzatino di carne)
Dolci
  • Cavëzone d' cicër e castagnë (dolce natalizio a base di ceci, cioccolato e castagne)
  • Sangunuaccë (impasto di sangue di maiale con uva passa e cioccolata)
  • Scarpèddë cu-r mustë cuòttë (pasta di pane fritta e condita con mosto rappreso sul fuoco)

NATALE CON L'OPERETTA



venerdì 23 settembre 2016

Bonus Cultura, domanda via app


Su 18app la registrazione online per esercenti e maggiorenni 2016 per l'offerta e la fruizione di beni e servizi compatibili con il bonus cultura da 500 euro: ecco come funziona.

Da ottobre, i ragazzi che compiono 18 anni nel 2016 possono spendere una “dote” di 500 euro, il bonus cultura che il Governo ha stanziato con la Legge di Stabilità. Utilizzando l’applicazione ufficiale 18app – web app customizzata per Mobile e non scaricabile dagli store. Possono registrarsi sia gli esercenti che mettono a disposizione prodotti e attività culturali, sia i neo maggiorenni che hanno a disposizione il bonus da spendere. Per entrare, ci vogliono le credenziali Spid, sistema pubblico identità digitale, mentre gli esercenti usano il PIN Fisconline o Entratel.

Stabilità 2017: proroga bonus cultura e borse di studio

Il processo di registrazione per gli esercenti è relativamente semplice: si inserisce il codice fiscale, la password e le credenziali Fisconline o Entratel. Bisognerà poi inserire le seguenti informazioni: telefono, indirizzo posta elettronica, eventuale sito web, tipologia di esercizio (fisico, online, misto), categoria commerciale, elenco di beni o servizi disponibili per il bonus cultura. La registrazione può essere effettuata fino al giugno 2017.
Per essere facilmente raggiunti, è possibile inserire l’indirizzo del negozio fisico, o in generale tutte le informazioni utili al giovane per raggiungere l’esercente. Nel caso in cui ci siano più negozi fisici, è possibile inserire i dati di tutti i punti vendita. Musei, parchi naturali e aree archeologiche che fanno riferimento al Ministero sono inseriti direttamente dalla Direzione Generale di riferimento.
E’ consentito fare promozione, anzi a questo scopo c’è un kit, scaricabile da sito: locandina in PDF  da stampare per l’affissione e in formato EPS per l’utilizzo editoriale, stampa a colori delle locandine su foglio bianco formato A4, banner per il sito.
Ci sono una serie di regole da rispettare. I prodotti e i servizi possono essere venduti solo al 18enne intestatario del buono. Importante: nel caso in cui il giovane chieda di cambiare un prodotto acquistato, sarà il negoziante a regolarsi come crede tenendo però presente che è vietato cambiare la merce con prodotti non compresi in quelli acquistabili con il bonus cultura, ed è anche vietato restituire il denaro. Quindi, il giovane dovrà necessariamente acquistare un altro servizio fra quelli messi a disposizione dallo stesso esercente.
Non è possibile acquistare con il bonus cultura servizi o prodotti per amici e parenti: classico esempio, il cinema o il teatro. Il 18enne può acquistare un solo biglietto. Sul sito ci sono le istruzioni per validare i buoni presentati dagli studenti, con la procedura sia per gli esercizi fisici sia per i siti di ecommerce. Il buono deve necessariamente essere validato al momento dell’acquisto, non si può fare l’operazione in un momento successivo (nemmeno se c’è un problema tecnico). Dunque, utilizzare la app il negozio deve avere una connessione a Internet.
Nel momento in cui si accetta il buono presentato dal 18enne, bisogna emettere fattura elettronica: la app fornisce tutte le istruzioni per l’emissione della fattura. I beni venduti attraverso 18app concorrono alla formazione dell’imponibile. 
Fonte: il sito 18app


lunedì 12 settembre 2016

CONVOCAZIONE N° 9 CONSIGLIO MUNICIPIO 3

Il Consiglio di Municipio 3 è convocato in seduta ordinaria per giovedì  15 SETTEMBRE  2016  in 1° convocazione dalle ore 18.30 fino alle 21.00 

lunedì 25 luglio 2016

La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: SCIA 2: titoli edilizi caso per caso

La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: SCIA 2: titoli edilizi caso per caso: Come individuare il titolo edilizio corretto per ogni intervento a fronte del nuovo decreto SCIA 2 che fornisce tabelle caso per caso Co...

sabato 23 luglio 2016

Iscrizioni a scuola, on line il Rapporto con i dati completi


Sono state 1.576.722 le domande di iscrizione alle classi prime di scuola primaria e secondaria di I e II grado presentate online per l’anno scolastico 2016/2017, il 97,1% delle quali indirizzate alle scuole statali. La procedura si era aperta il 22 gennaio scorso e si è chiusa un mese dopo, il 22 febbraio. L’adesione delle scuole paritarie alla procedura di iscrizione online è rimasta facoltativa anche per il prossimo anno scolastico, mentre sono state aperte anche per i percorsi di istruzione e formazione professionale presso i Centri di formazione professionale (CFP) accreditati dalla Regione che hanno sottoscritto con il Miur un’apposita convenzione.
Tanto per le scuola primaria che per la secondaria di primo grado, la preferenza da parte delle famiglie riguardo al tempo scuola è per il tempo ordinario: il 61% delle famiglie che ha iscritto i proprio figli in prima elementare ha scelto il tempo ordinario, soprattutto le 27 ore settimanali. Una percentuale che sale all’85,7% nel caso del tempo ordinario a 30 ore nella scuola secondaria di primo grado.
Complessivamente sono 549mila ragazzi che dopo la terza media hanno deciso di continuare gli studi, il 94,5%dei quali ha scelto una scuola secondaria superiore. Il restante 5,5% (pari a 30.319 ragazzi) ha optato per percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) svolti presso strutture formative accreditate dalle Regioni.
I licei si confermano la tipologia di scuola superiore più gettonata (52%), in particolare dalle ragazze (60,7%). Gli istituti tecnici accolgono il 30,5% dei ragazzi, confermando il dato del precedente anno scolastico. In diminuzione dell’1,1%, invece, le preferenze per gli istituti professionali (17,5%). A livello geografico, i licei registrano il gradimento maggiore nel centro Italia (57,8%), gli istituti tecnici nel nord-est (36,2%), gli istituti professionali, infine, evidenziano le migliori performance nel sud e nelle isole (rispettivamente 19,5%).
Rispetto allo scorso anno scolastico, cresce il gradimento delle famiglie per il servizio di iscrizioni online. Il 64,4% degli utenti ritiene efficiente il funzionamento del servizio (era il 59,7% nel 2015/2016). Il 54,9% considera semplice l’utilizzo del sistema contro il 49,9% dello scorso anno. Il 70,2% considera la procedura vantaggiosa in termini di risparmio di tempo (la considerava tale il 66,3% nel precedente anno scolastico). Per agevolare gli utenti il Ministero ha creato una pagina web ad hoc completamente rinnovata e semplificata. E ha messo a disposizione una App (MyIOL) scaricata da oltre 10.000 utenti.

A.N.M.I.C., disabilità e diritti: tutela e rappres...


Leonardo Donofrio-Revisore dei Conti ANMIC MILANO:(Articolo ANSA)  

Le parole sono importanti. Mai come in questo caso, aggiungiamo. La prima parola cui facciamo riferimento dunque è disabilità: in Italia interessa circa 4 milioni di persone, una cifra significativa che impone all’attenzione di tutti temi come la tutela e la rappresentanza di tale categoria, parte integrante della società italiana. E siamo a tre parole, disabilità, tutela e rappresentanza cui se ne aggiunge inevitabilmente un’altra: opportunità. In questo ambito sono diverse le associazioni che nascono con lo scopo di tutelare e rappresentare le persone affette da disabilità fisiche e motorie e ANMIC è una delle più importanti nel nostro paese. La realtà che rappresenta è fondamentale: Gianluca Englaro, presidente ANMIC della sede regionale della Lombardia, ci aiuta a far luce sull’operato di questa associazione che conta alle spalle quasi sessanta anni di duro, e non sempre facile, lavoro a disposizione di ogni cittadino affetto da handicap, per aiutarlo a risolvere problemi che riguardano l’assistenza, il lavoro, l’istruzione, la pensione e molto altro sia a livello burocratico che istituzionale.

Partirei con un inquadramento nazionale dell’associazione…
L’Anmic è stata istituita Ente Morale per decreto legge del Presidente della Repubblica il 23 dicembre 1978, divenendo così forza trainante e di indirizzo per le scelte di politica socio-sanitaria del nostro paese. La sede direzionale dell’Anmic si trova a Roma ma conta ben 19 sedi regionali oltre questa. Io sono il presidente dell’ANMIC Lombardia e ora Commissario nella sede di Brescia. In tutta Italia esistono 103 sezioni provinciali, oltre a 350 sezioni comunali e delegazioni locali che si occupano della tutela degli assistiti.
Prima di proseguire, è importante dare una definizione di Invalido civile, fin troppe lacune e distorsioni ci sono in proposito. Che ne direbbe di fare chiarezza?
Un invalido è una persona prima di tutto. Una persona affetta da minorazione, di diversa tipologia, psicofisica congenita o acquisita che comporta un danno permanente. Non dipende quindi da cause di guerra, lavoro o servizio. L’associazione che rappresento è la maggior organizzazione del settore, sia per numero di associati sia per ampiezza delle tipologie di disabilità interessate. ANMIC ha il fine di rappresentare e tutelare gli interessi sia morali che economici dell’intera categoria degli invalidi civili sul territorio nazionale.
ANMIC non è sola in questo, nel tempo avete unito le forze collaborando e confrontandovi con altri enti…
ANMIC è un’associazione riconosciuta a livello nazionale a rappresentanza e tutela di persone con disabilità, ha un ruolo trainante ma non è sola. Fa parte, insieme con altre 5 associazioni, ANMIL, UNMS, UIC, ENS e ANGLAT, della FAND, una federazione tra le associazioni nazionali di invalidi. In ogni ambito, sia nazionale, regionale e in parecchi contesti anche provinciale, c’è FAND e qui ci confrontiamo con le altre associazioni, incontrandoci almeno un paio di volte al mese per perseguire e valutare i bisogni a livello territoriale. L’obiettivo primario è sempre quello di tutelare la persona, qualunque sia il tipo di disabilità, e conseguentemente attivandoci per rispondere alle diverse esigenze.
ANMIC è un’associazione che lavora in maniera capillare sul territorio, decentralizzata, con il fine di arrivare ovunque, per quanto possibile, e raccogliere le richieste più diverse…
A livello territoriale le problematiche sono diverse, e possono anche variare in base alle diverse esigenze; è quindi necessario che vengano affrontate evidenziando i problemi delle singole aree, di ogni singola regione, con la sensibilità e l’atteggiamento adatti alle varie situazioni specifiche che si verificano. Questo per far fronte anche alle diverse strutture organizzative messe in campo dalle istituzioni locali e soprattutto al loro modo di approcciare associazioni come la nostra.
In Lombardia per esempio abbiamo riscontrato difficoltà nel confronto con la Regione, soprattutto nel discutere aspetti per noi essenziali per la tutela degli assistiti. Quando il “colloquio” con gli enti locali incontra ostacoli, interviene FAND, che per noi ricopre un ruolo fondamentale di interlocutore anche su questioni cruciali quali le sovvenzioni governative e regionali, grazie alle quali abbiamo implementato i servizi alla persona diversamente abile, dando risposte concrete e risolvendo efficacemente numerose problematiche riscontrate direttamente sul campo.
Può farci un esempio concreto di questi servizi di cui parla, riferendosi nello specifico alla Lombardia, area in cui opera in prima persona?
Abbiamo istituito uno sportello disabilità per il cittadino, dove riceviamo riscontri concreti, sulle necessità e sulle problematiche più diffuse, da parte dei diretti interessati. Siamo operativi non solo in Regione Lombardia ma in tutte le nostre sedi, provinciali e non, dislocate entro i confini regionali. C’è una relazione diretta con le persone: ascoltiamo le problematiche reali e le difficoltà socio-economiche di tutti quelli che si rivolgono a noi, così interloquendo direttamente con le persone siamo in grado di offrire loro un sostegno concreto, focalizzato sulle reali esigenze del singolo individuo. Il dovere delle istituzioni è ricoprire un ruolo fondamentale nell’abbattimento degli ostacoli di diversa natura (ancora oggi presenti) che interessano i processi di inserimento a tutti i livelli della vita comunitaria: sociale, lavorativa e scolastica e, di conseguenza, anche reddituale.
Per quanto riguarda le altre regioni?
Purtroppo non abbiamo un riscontro tangibile per le altre regioni, io posso presumere che FAND funzioni in Lombardia come nel resto del paese. Posso pero sicuramente affermare che in Lombardia, siamo l’associazione più emancipata a all’avanguardia.
Stiamo persino organizzando un programma di formazione di figure di rappresentanza che nei tavoli istituzionali specifici, ci diano la possibilità di confrontarci ad armi pari con le istituzioni. Vale a dire persone dotate di esperienza e di specifica preparazione per esprimersi in modo consapevole e competente rispetto ad ogni singola argomentazione trattata.
Da questo funto di vista è stata determinante FAND?
Sicuramente sì. Ci siamo orgogliosamente impegnati anche economicamente e non senza importanti sforzi, con tutte le altre associazioni parte attiva di FAND, per stanziare un contributo affinché la federazione si possa avvalere di tecnici competenti e persone preparate che ci rappresentino in ogni situazione .
Parliamo della sede di Brescia, dove lei lavora in prima persona…
La sede di Brescia conta circa 2000 associati e rappresentiamo circa seimila, seimilacinquecento persone disabili. Le persone interessate si rivolgono a noi per trovare una soluzione alla loro problematiche con richiesta di invalidità o aggravamento, legge 104 ecc. o per utilizzare il nostro servizio di Patronato che offriamo agli associati e non, a costi sicuramente agevoli: il patronato INAPI si occupa di pensioni (invalidità-vecchiaia-superstiti-sociale), maternità, disoccupazione, assegni familiari, duplicati CUD/OBSM, estratti contributivi, modelli 730, IMU, TASI,RED, ICRIV, ICLAV e ACCPS/AS, oltre ad una consulenza professionale elevata.
Nel 2015 abbiamo strutturato la nuova sede in via Solferino 44/a, una sede attrezzata per accogliere persone con disabilità, cosa che prima nella vecchia sede non era possibile. Essendo io stato nominato commissario, sono ripartito dalla filosofia alla base della nostra associazione ANMIC: tutelare le persone diversamente abili. Per questo motive ho cercato e trovato una sede idonea, e grazie alle persone che collaborano con me, offrire innumerevoli nuovi servizi.
Può elencarcene alcuni nello specifico?
Noi inoltriamo le richieste, ad Asl e Inps, di domande di invalidità civile e accompagnamento come stabilito dalla legge 104; inoltriamo richieste di indennità e assistenza ai minori, abbracciando il tema scuola e riabilitazione, abbiamo un servizio di consulenza medico legale, e medici certificatori per avanzare eventuali ricorsi. La nostra associazione si avvale di medici di categoria che ci rappresentano nelle commissioni mediche di valutazione degli stati di invalidità, seguendo e confrontandosi con gli altri medici affinchè i nostri assistiti siano sempre valutati correttamente. Offriamo consulenza legale ai nostri associati con due avvocati che si occupano di seguire nei dettagli casi particolari, riscontrati in un primo momento dal medico legale. Sempre come servizi ci siamo attrezzati per avere un referente per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per le pratiche di collocamento obbligatorio, legge 68, nelle aziende che devono inserire la persona con disabilità nei loro organici. Inoltriamo pratiche per il contrassegno europeo di parcheggio per le persone con limitazione di deambulazione e per le tessere di libera circolazione sui mezzi di trasporto regionali. Gestiamo le pratiche per l’acquisto di autoveicoli con agevolazioni come la riduzione dell’iva al 4%, la detrazione del bollo auto, la detrazione dell’Irpef, e sconti con concessionari.
Servizi di assistenza e tutela morale ed economica verso tutte le categorie dunque…
Indubbiamente cerchiamo di essere sempre di più un punto di riferimento. L’essere invalido civile significa trovarsi davanti ad un percorso di vita difficile perché difficile è l’inserimento, sia nella società che nella scuola, che nel lavoro. Ci si imbatte quotidianamente in innumerevoli insidie alle quali spesso il Comune e lo Stato non sono in grado di rispondere. L’ANMIC cerca in ogni modo, grazie a volontari, medici e consulenti tecnici, di fornire ai propri soci forma di tutela e presa in carico di problematiche di vario genere su molteplici fronti.
In che modo riesce a sostenersi un’associazione come ANMIC?
Le entrate dell’associazione ANMIC sono rappresentate dal sostegno del “5 x 1000”, da donazioni spontanee ma è soprattutto il pagamento della quota di iscrizione con cui si riceve la nostra tessera, la vera risorsa di sostentamento, che ci permette di continuare a essere il riferimento per tutte quelle persone bisognose che si appoggiano a noi. Il costo della quota di iscrizione è di euro 47,80 annuale. Con questa tessera l’associato ha il diritto di usufruire di tutti quei servizi presso la nostra sede, che prima ho descritto. L’ANMIC di Brescia in particolare per il rinnovo della tessera o per associarsi, ha due forme di pagamento: con bollettino postale che distribuiamo in sede tramite c/c 1026833655, o il contributo tramite codice iban it86q0503411200000000017076.
Ecco concludendo vorrei proprio far capire all’associato, che magari tramite l’ANMIC ha ottenuto il suo riconoscimento o ha risolto il proprio problema, di starci vicino anche in futuro e continuare a sostenerci per permetterci di poter aiutare tutte quelle persona disabili e le loro famiglie che senza il nostro aiuto sarebbero in seria difficoltà.
LA VOCE DEGLI INVALIDI : A.N.M.I.C., disabilità e diritti: tutela e rappres...: Leonardo Donofrio-Revisore dei Conti ANMIC MILANO:(Articolo ANSA)   Le parole sono importanti. Mai come in questo caso, aggiungiamo. L...