giovedì 21 gennaio 2016

San Fele24ore: Il gabelliere e il gabellato: le tribolazione del "sindaco di Castione"

Una novella di Verga senza lupini, un  opera teatrale di Pirandello senza crisi di identità ma con sdoppiamento. Le due vite narrate sono parallele, ad una tutto riesce all'altra tutto va storto, ma la seconda è tenace ed alla fine prevale, senza una lira o meglio senza un euro ma reale. Così va il mondo alla bassa ma anche altrove. (A.P)

Incredibile, mai ho perso una causa. 
Novella in quattro quadri senza intervallo di Germano Meletti




Pirandello fotografato
 negli anni venti
Voi comuni mortali avete una sola vita, io invece ne ho due: una virtuale ed una reale. In quella virtuale mi hanno insegnato l'educazione, il rispetto degli altri, l'onestà, il rispetto delle leggi e l'adempimento a tutti i miei doveri di cittadino, il rispetto dell'altrui proprietà, dettami sempre da me pienamente rispettati. Quella che mi frega è però la seconda vita, quella reale, dove i miei comportamenti rispecchiano totalmente gli insegnamenti ricevuti, quelli riferiti alla prima vita,  ma gli altri possono fare ciò che vogliono nei miei confronti, magari senza il rispetto di quelle leggi da me lealmente osservate. 
Nella vita, quella reale, di disavventure di questo genere me ne sono successe tante e varie istituzioni hanno ripetutamente calpestato i miei diritti, non vado ad elencarvi il tutto altrimenti mi danno del piagnone in cerca di visibilità attraverso manifestazioni di vittimismo (è già successo). 
L'ultimo anello di questa catena si è svolto nei dettagli nel seguente modo: alcuni anni fa io e mio padre vendemmo ad una impresa edile due lotti di terreno adiacenti la piazza di Castione Marchesi, uno più piccolo sul quale è stata costruita una villetta bifamiliare ed uno più grande dove è stata realizzata una palazzina di sei appartamenti. 
Facendo due conti, anche su consiglio del nostro consulente Ing. Franco Ciati, il quale ci descrisse la controparte come pagatori che non avrebbero creato problemi, pensavamo quindi di realizzare in totale 180.000 €, dividendo così l'introito: 60.000 € del lotto piccolo e 120.000 di quello grande. La vendita del lotto piccolo, dopo una non faticosa trattativa, avvenne a 57.000 €. 
Per la vendita del lotto grande, visto che veniva effettuata alla stessa ditta, pensammo di partire da 130.000 € per recuperare i 3.000 scontati nella prima vendita, per fermarci eventualmente a 123.000 €, il totale era comunque 180.000. Riuscimmo a fermarci a 125.000, quindi si può dire che l'affare era andato bene, sì, ma nella prima vita, perché nella seconda è stata una solenne fregatura, impostami anche dall'Agenzia delle Entrate, una di quelle entità che, nella prima vita, dovrebbero essere rispettate ed assecondate, ma nella seconda vita ti fanno ricredere, anche e sopratutto senza evasione alcuna. 
Meletti fotografato
alla ventesima udienza
 Ripeto per chiarezza: incassammo 182.000 € totali, o meglio, pensavamo di incassare, perché, pur essendo scritte tutte sul rogito le varie scadenze di pagamento, l'acquirente non ha rispettato le ultime, per cui restammo con un credito di 56.000 €, a tutt'oggi da incassare (lascio a voi immaginare se li incasserò, pur essendomi insinuato nel fallimento della ditta). 
Nella prima vita forse è andato tutto liscio, ma non me ne sono accorto; nella seconda vita, invece, mi arriva un accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate, secondo loro il valore totale stimato era di  185.000 € e non di 182.000, per cui mi viene intimato a brevissima scadenza il pagamento di 900 € circa. 
Vengo indirizzato presso un legale di diritto amministrativo di Vigolo Marchese di Castell'Arquato, perché quella prassi andava seguita da un legale. L'avvocato mi chiede una parcella di 300 €, giustamente, e mi fa firmare immediatamente i documenti per riavere quel denaro, 1.200 € compresa la parcella, inoltrando ricorso, in quanto è palese che non ci sono state evasioni di alcun genere nell'operazione, tanto più che il tutto è stato gestito dal notaio. 
Su richiesta dell'Agenzia delle Entrate avemmo un incontro con i "gabellieri", pensavo di aver spiegato tutto chiaramente ai funzionari, ma evidentemente non era così. Forse nella prima vita sono stati veloci ed andava tutto bene, ma nella seconda il mio ricorso non solo è stato fatto attendere per cinque anni, ma è anche stato respinto, ma in compenso mi sono state addebitate spese processuali per 800 €. 
Mi dice l'avvocato: "E' incredibile, mai ho perso una causa simile, forse che a Parma ci siano altre leggi, visto che è la prima volta che per queste contestazioni mi rivolgo a quel tribunale?". Naturalmente mi appellerò, voglio continuare ad essere ottimista, non ho nessuna intenzione di sborsare soldi non dovuti, ma sopratutto non tollero di beccarmi dell'evasore quando non ho frodato nulla a nessuno, tanto meno allo stato  Alla fine ho bruciato la prima vita, quella virtuale, perché non è vero niente di come mi hanno spiegato le cose, la seconda invece la sto passando per tribunali per far valere le mie ragioni, calpestate da uno stato strozzino, forte con i deboli e debole con i forti. La prossima volta che nasco mi chiamerò Silvio Berlusconi, forse mi sarà attribuita una terza vita, magari dietro profumato esborso, nella quale recuperare tutto quello che mi è stato ingiustamente tolto nelle altre due.
                                          Germano Meletti  
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lunedì 30 novembre 2015

Stipendi: la classifica per provincia

Nella provincia di Milano gli stipendi più alti d'Italia, i fanalini di coda tutti nel Meridione: la classifica degli stipendi dell'Osservatorio Jobpricing.

Gli stipendi più alti d’Italia vanno a chi lavora a Milano, seguita da Bolzano e Genova, città in cui la busta paga annua supera i 30mila euro, mentre i fanalini di coda sono la provincia di Medio Campidano, in Sardegna, quindi Crotone e Messina: è la classificadegli stipendi realizzata dall’Osservatorio Jobpricing per Repubblica.it. Il dato generale che emerge è il gap fra Nord e Sud, con le regioni settentrionali ai primi posti e quelle Meridionali in fondo alla graduatoria. Lo stipendio medio italiano è pari a 28mila 653 euro.
La classifica prende in considerazione solo leretribuzioni da lavoro dipendente nel privato, escludendo quindi lavoro autonomo, dipendenti del settore pubblico, pensionati (mentre, per esempio, le statistiche ISTAT sulle retribuzione includono tutti i tipi di reddito).
Lo stipendio medio a Milano è pari a 34mila 508 euro, mentre nell’intera Lombardia la media scende a 31mila 179 euro. Fra le province, oltre alle tre sul podio, sono sopra i 30mila euro anche Parma, Reggio Emilia, Trieste, Ravenna, Monza e Brianza, Bologna, Verona, Roma e Trento. Facendo la media regionale, invece, il discorso cambia, e sopra questa cifra ci sono solo Lombardia e Trentino Alto Adige, mentre la terza in classifica, ovvero l’Emilia Romagna, ha uno stipendio medio di 29mila 894 euro, seguita dal Lazio, a quota 29mila 615.
Fra le Regioni del Nord gli stipendi più bassi sono quelli piemontesi (28mila 428 euro), mentre i fanalini di coda sono Sardegna (24mila 110), Basilicata, (23mila 876), Calabria (23mila 465). Altri dati rilevanti: le prime dieci province in classifica sono tutte nel Nord mentre le ultime dieci sono tutte del Sud: dal basso verso l’alto, dopo le tre già citate, l’unica sotto i 23mila euro è Oristano, mentre Lecce, Reggio Calabria, Ragusa, Olbia-Tempio, Agrigento, Vibo Valentia sono poco sopra questa cifra.
Brevemente, riassumiamo in tabella la classifica per fasce di reddito:
Stipendi per fasce                                
Provincia
sopra i 30mila euro
Milano, Bolzano, Genova, Parma, Reggio Emilia, Trieste, Ravenna, Monza-Brianza, Bologna, Verona, Roma, Trento
fra 29mila e 30mila euro
 Modena, Piacenza, Aosta, Varese, Pesaro-Urbino, Como, Vicenza, Lecco
fra 28mila e 29mila euro
 Torino, Firenze, Lucca, Ancona, Treviso, Bergamo, Brescia, Forlì-Cesena, Mantova,  Vercelli, Udine, Alessandria, Gorizia, Cremona, Novara, Lodi, Venezia, Cuneo
fra 27mila e 28mila euro
 Palermo, Ferrara, Rovigo, Pavia, Padova, Rimini, Belluno, Sacona, Imperia, Grosseto, Biella, Pordenone, Sondrio, Latina, Asti, L’Aquila, La Spezia
fra 26mila e 27mila euro
 Livorno, Napoli, Verbano-Cusio-Ossola, Massa Carrara, Pisa, Bari, Fero, Viterbo, Prato, Arezzo, Cagliari, Siena, Terni
fra 25mila e 26mila euro
 Macerata, Salerno, Pistoia, Ascoli-Piceno, Frosinone, Campobasso, Brindisi, Catania, Pescara, Chieti, Rieti
fra 24mila e 25mila euro
Catanzaro, Siracusa, Perugia, Barletta-Andria-Trani, Caltanissetta, Carbonia-Iglesias, Foggia, Benevento, Enna, Caserta, Taranto, Teramo, Potenza
fra 23mila e 24mila euro
Sassari, Avellino, Matera, Trapani, Isernia, Nuoro, Cosenza, Ogliastra, Vibo Valentia, Agrigento,  Olbia_Tempio, Ragusa, Reggio Calabria, Lecce
sotto i 23mila euro
 Oristano, Messina, Crotone, Medio Campidano
Ecco, invece, la classifica e lo stipendio medio delle Regioni:
1.    Lombardia: 31.179 euro;
2.    Trentino Alto Adige: 30.803 euro;
3.    Emilia Romagna: 29.894 euro;
4.    Lazio: 29.615 euro;
5.    Valle D’Aosta: 29.843 euro;
6.    Friuli Venezia Giulia: 29.473 euro;
7.    Liguria: 29.259 euro;
8.    Veneto: 28.803 euro;
9.    Piemonte: 28.428 euro;
10.  Marche: 27.829 euro;
11.  Toscana: 27.043 euro;
12.  Campania: 26.310 euro;
13.  Umbria: 25.548 euro;
14.  Abruzzo: 25.411 euro;
15.  Puglia: 25.230 euro;
16.  Sicilia: 25.021 euro;
17.  Molise: 24.660 euro;
18.  Sardegna: 24.110 euro;
19.  Basilicata: 23.870 euro;
20.  Calabria: 23.465 euro.

FONTE PMI

mercoledì 25 novembre 2015

OCSE, Italia in ritardo nell'uso delle tecnologie a scuola


         La bacchettata è giunta questa mattina durante la presentazione 
     Rapporto Ocse "Education at a glance"questa mattina al Ministero
Lo studio OCSE ha evidenziato come "nel 2013 circa il 31% degli insegnanti della scuola secondaria inferiore ha dichiarato di utilizzare spesso le Tic o durante tutte o quasi tutte le lezioni per progetti con gli studenti o per l'attività didattica in classe".
Una percentuale decisamente inferiore rispetto alla media dei paesi facenti parte dell'OCSE, che si aggira intorno al 40%.
Un dato che rischia di creare un solco con le nuove generazioni, tanto più che nel 2012 "la maggior parte degli studenti quindicenni (57%) ha dichiarato di non utilizzare Internet a scuola durante una tipica giornata scolastica", a fronte di una media del 36%"
Risulta, dunque, "una mancanza di preparazione tra gli insegnanti ha forse contribuito a questi livelli di utilizzo delle Tic inferiori alla media".

Regione Lombardia: 'Stop pubblicità gioco su mezzi pubblici











lunedì 2 novembre 2015

Non importa qual è la dieta: per dimagrire ciò che conta è la perseveranza

È una vera e propria guerra. 
Decine, forse centinaia, di regimi alimentari diversi in competizione sul mercato per accaparrarsi il maggior numero di possibili clienti. Guru, sponsor, star a reclamizzarle. Alcuni astrusi, altri semplicemente basati sul buon senso, alcuni praticamente senza grassi altri con una ridotto quantità di carboidrati. Tutti con un semplice obiettivo: far perdere peso chi non si sente a suo agio nella sua taglia. 
Ma ci sono veramente differenze sostanziali tra le diverse diete? Scartate quelle palesemente sbilanciate, secondo uno studio della Harvard Medical School e del Brigham and Women Hospital di Boston, in realtà no: «Abbiamo scoperto che le diete a basso contenuto di grassi non erano più efficaci le diete ad alto contenuto di grassi per la perdita di peso a lungo termine», ha detto il leader di studio Deirdre Tobias.
La chiave del successo sembra avere più a che fare con la fedeltà con cui si segue il programma per perdere peso che a quale sia questo programma, ha detto Tobias. «Essere in grado di attenersi a una dieta a lungo termine predice se una dieta avrà successo per la perdita di peso».
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Lancet Diabetes and Endocrinology e ha preso in considerazione 53 studi pubblicati in precedenza in cui, globalmente, erano state prese in considerazione quasi 70 mila persone. Diversi i regimi alimentari considerati che variavano sostanzialmente per la percentuale di grassi e carboidrati in essi contenuta. Dopo circa un anno, la perdita di peso era sostanzialmente simile tra i diversi gruppi. L’unica variabile che influenzava l’efficacia era la perseveranza con cui si seguiva la dieta. 
Dunque, secondo Tobias, il messaggio dello studio è semplice: se si vuole perdere peso, l’importante è scegliere un regime alimentare (equilibrato) che si adatti alle proprie preferenze in modo da non abbandonarlo al primo segnale di noia.

sabato 19 settembre 2015

La rivolta di una donna



In sala da oggi, 17 settembre, «Per amor vostro» di Gaudino, uno dei titoli più belli in concorso a Venezia, premiato con la Coppa Volpi a Valeria Golino. L’Italia di santi, opportunismi e canzonette narrata negli occhi e nella testa della protagonista
In sala arriva oggi il film di Giu­seppe Gau­dino in con­corso alla Mostra di Vene­zia, Coppa Volpi alla sua magni­fica pro­ta­go­ni­sta, Vale­ria Golino, la nostra attrice migliore, e uno dei titoli più forti del con­corso vene­ziano — ne abbiamo par­lato e ci tor­niamo per soste­nerlo, che è dav­vero da non per­dere.
Un film libero, emo­zio­nante, unico di un regi­sta che non ha paura di rischiare, di osare, di rac­con­tare le sue sto­rie e di amare in modo asso­luto il suo per­so­nag­gio anche quando si rifu­gia in illu­sioni peri­co­lose, tra­gi­che neces­sa­rie a soprav­vi­vere. E che non ha per­duto l’energia e il desi­de­rio di fare il suo cinema, per­so­na­lis­sima miscela di «alto» e basso», nou­velle vague e sce­neg­giata con la stessa inno­cenza che aveva diciotto anni fa, ai tempi di Giro di luna tra terra e mare, il suo primo film nar­ra­tivo di cui qui ritro­viamo alcune inven­zioni visionarie.
Per amor vostro, scritto insieme a Isa­bella San­dri e a Lina Sarti, e del quale il mon­tag­gio di Gio­giò Fran­chini coglie il respiro, è la sto­ria di una donna nar­rata dal pro­fondo del suo cuore, dei suoi occhi, dei suoi incubi, delle ango­sce e del dolore che virano tra una vita in bianco e nero e i colori accesi di fan­ta­sie e ricordi, ico­no­gra­fie di santi e di folli, di pec­cato e reden­zione, di farsa e di tra­ge­dia sopra e den­tro le viscere della città in cui si svolge, Napoli. Dove il Vesu­vio si tinge di scuro e il mare è ani­mato come il gorgo di una fiaba nera (l’animazione è dello stesso Gau­dino) e libera miti e leg­gende medi­ter­ra­nee che somi­gliano a una sce­neg­giata o a una can­zo­nette della vec­chia tivvù (le musi­che sin­to­niz­zate sul sen­ti­mento sono di Epsi­lon Indi).
Anna, una povera «capa­sciac­qua» è figlia, moglie, madre, ruoli che per lei sono diven­tati come sta­zioni di una pas­sione quo­ti­diana senza appa­rente riscatto. Da ragaz­zina la mamma l’ha man­data in rifor­ma­to­rio per sal­vare il fra­tello ladrun­colo – «Devo pen­sare a tutta la fami­glia» — lei pic­cola e fem­mina se la sarebbe cavata con pochi anni, il marito usu­raio la minac­cia, è un delin­quente ma si sente il migliore. I geni­tori le chie­dono soldi, i figli fanno la loro vita, col ragazzo sor­do­muto ha un legame spe­ciale pure se lui non sop­porta vederla farsi pren­dere a schiaffi da padre, che la figlia invece adora.
Poi c’è l’amico Ciro, che le ha inse­gnato il mestiere di gob­bi­sta per gli attori di lacri­mose fic­tion tv (è il sem­pre fan­ta­stico Sal­va­tore Can­ta­lupo) divo­rato dai debiti di gioco, minac­ciato di morte, vuole un pre­stito, è dispe­rato. Si sistema tutto ripete Anna, glielo hanno detto di con­ti­nuo nella sua vita vis­suta «per amor vostro» in cui tutto è una cosa da niente pro­prio come si sente lei. L’ unico che la guarda in modo diverso è la stella della tele­no­vela (Gian­nini) ma stai attenta le dice l’amico, sarà feli­cità o un’altra chimera?
17VISSINgaudinonuovaPer-amor-vostro-2
Amore è una parola che nes­suno mi dice più sospira. Sarà un nuovo amante la via di fuga per riscat­tare infine se stessa? Eppure da pic­cola era una ragaz­zina spa­valda e senza paura, le mona­che la face­vano volare appesa un filo con le ali spen­nac­chiate dell’angelo e la colomba in mano il giorno dell’Assunta, e lei sfi­dava qual­siasi paura. Poi la vita, un certo oppor­tu­ni­smo l’hanno pie­gata: ne hanno fatto quasi una santa sem­pre pronta a met­tersi da parte. Oggi vive in bilico su un perenne abisso che risuc­chia le sue emo­zioni, sospesa nel vuoto di un salto che non rie­sce più a fare, non da sola almeno, con­fusa negli improv­visi guizzi di libertà.
Gau­dino come un mago, un alchi­mi­sta di saperi anti­chi e pre­ziosi mescola i mate­riali, prende il rea­li­smo e lo tra­sforma in fiaba, uni­sce in un fra­seg­gio colto e raf­fi­nato fan­ta­smi, tra­di­zione popo­lare, sedu­zioni tele­vi­sive in una linea nar­ra­tiva, il romanzo di una donna e la con­qui­sta di un suo spa­zio dell’«io», che prende la forma intensa del suo essere, la scala cro­ma­tica dei suoi sen­ti­menti. E senza truc­chi, ma con pura «mera­vi­glia» rende nelle imma­gini la prima per­sona che si denuda sul mondo, i suoi con­flitti e la sua fragilità.
La mac­china del presa coin­cide coi pen­sieri più segreti della pro­ta­go­ni­sta, il mondo che vediamo è quello della sua anima che acco­glie tutti gli umori e le nega­ti­vità per tra­sfor­marli in amore. Non usci­remo mai da lei, dal suo sguardo, dal movi­mento dei suoi pen­sieri: tutto è lì in quella testa e in quel corpo che si tra­scina nella corsa quo­ti­diana, coi capelli tirati via in fretta, e il viso bello che nes­suno guarda.
«Volevo che al pub­blico arri­vasse l’esperienza di una donna che per troppo tempo ha vis­suto senza pren­dere posi­zione, nell’incertezza di come e quando inter­ve­nire fin­ché non trova il corag­gio di un gesto di rot­tura» ha detto Gau­dino a Vene­zia dopo la pro­ie­zione del film. Per que­sto la sto­ria di Anna è una sto­ria attuale, pre­sente, comune ma non troppo di ribel­lione e desi­de­rio di feli­cità. Una sto­ria sem­plice e oscura come le vite di chi si mette nell’ombra e finge di nulla, pre­fe­ri­sce non sapere da dove arri­vano le cose, i soldi, e la rab­bia della gente intorno. E a que­sta ribel­lione con­tem­po­ra­nea, civile, etica, Gau­dino da una forma che rompe –pro­prio come fa la sua eroina, per­so­nag­gio unico nel cinema ita­liano che con­cede ancora poco spa­zio alle donne nar­rate fuori dalle con­ven­zioni — con le abi­tu­dini di un cinema «impe­gnato» che rac­conta la realtà tra reto­rica dei buoni sen­ti­menti, frasi con­fe­zio­nate, scrit­tura, docile e ammaestrato.
Sarà per que­sto che Per amor vostro è stato accolto con distanza, un po’ come tutto quel nostro cinema che spiazza i canoni, e di diverte a respi­rare libe­ra­mente, salvo poi lamen­tarci della medio­crità nazio­nale? Eppure la realtà di Anna è la nostra, è un pezzo del nostro pre­sente e insieme è uni­ver­sale. Ci si può cre­dere e stare accanto a lei.


mercoledì 16 settembre 2015

Le opportunità di lavoro del futuro

I lavori che offriranno i maggiori sbocchi occupazionali nel prossimo futuro in base ad un'analisi del mercato del lavoro e dell'evoluzione della società.

In un periodo in cui il mondo del lavoro si presenta quanto mai incerto sapersi “inventare” un mestiere può rappresentare l’idea vincente. Immaginando quelle che potrebbero essere le professioni del futuro è lecito ipotizzare una crescente influenza delle tecnologie, nonché un loro sviluppo.

=> Annunci di Lavoro: le richieste delle aziende

Bio-tech

Tra i settori che potrebbero offrire nei prossimi anni le maggiori opportunità di lavoro c’è il settore delle bio-tecnologie, dunque potrebbe essere una buona idea per le prossime generazioni puntare ad ottenere lauree e dottorati in questo settore, con un occhio alla nano-medicina.

ICT

Ovviamente, diventando le tecnologie sempre più centrali,
opportunità di lavoro certamente non mancheranno per:
  • gli analisti per la sicurezza informatica;
  • gli specialisti in R&S;
  • sviluppatori software;
  • Big data e open data analyst;
  • data scientist;
  • esperto in Computer Forensic;
  • grafico web;
  • consulente web analytics;
  • IT Architect
  • esperti in intelligenza artificiale.

Benessere personale

Tra le evoluzioni della nostra società, insieme allo sviluppo delle tecnologie, non si può non citare l’aumento dell’età media. Un fenomeno che lascia pensare a possibili sbocchi occupazionali per i responsabili dei servizi per la terza età. Tra i lavoratori di oggi cresce inoltre l’esigenza di ritrovare il proprio benessere psicofisico e di combattere lo stress, in questo giocheranno un ruolo sempre più centrale i lifecoach.

Competitività e globalizzazione

In un’ottica di globalizzazione è possibile inoltre immaginare che figure come i legali specializzati nel diritto internazionale diventino sempre più ricercati dalle aziende. Per essere competitive le aziende dovranno inoltre essere in grado di analizzare e predire l’andamento del business e dei mercati, anche con il supporto di consulenti di mercati emergenti ed esperti in modelli matematici e algoritmi predittivi di tipo avanzato. Anche gli esperti in logistica assumeranno un ruolo sempre più centrale nelle strategie di business delle imprese.

=> Annunci di lavoro: i settori che offrono occupazione

Nuove professioni

Tra le nuove professioni che potrebbero nascere nel prossimo futuro possiamo immaginare:
  • manager dei rifiuti, capace di allocare e riutilizzare in modo più intelligente le risorse;
  • ingegnere delle risorse con ampia conoscenza delle fonti di energia rinnovabili;
  • Chief Digital Officer, un manager capace di digitalizzare davvero un’impresa, rendendola più efficiente e funzionale;
  • manager del tempo, per un suo utilizzo ottimale;
  • esperti nella cancellazione dei dati, con l’avanzare della digitalizzazione al momento della dismissione di un’attività sarà cruciale sapere eliminare in maniera corretta i dati che non devono essere diffusi.