mercoledì 13 ottobre 2010

L'istruzione è un diritto fondamentale e non si può «distribuire»!



Non siamo noi a rispondere così a quella dirigente scolastica che ha parlato della necessità di «diritti da distribuire» tra alunni con grave disabilità.
A farlo, infatti, sono la Costituzione Italiana, la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e la Sentenza n. 80/10 della Corte Costituzionale, per citare solo i casi più importanti di quell’ampia normativa nazionale e internazionale che le dà torto. E nemmeno parlare di un bimbo con grave disabilità come di "alunno H" serve a dare il buon esempio...

Che sia la forma, in questo caso, ad offendere ancor più della sostanza? Il dubbio è lecito, viste soprattutto le risposte arrivate dalla scuola, una scuola che tra l'altro - sul filo del paradosso - non si è posta alcun problema a chiedere a una famiglia con grave disabilità di venire incontro ai suoi problemi (quelli della scuola...). Ma vediamo i fatti.

«Avendo la scuola assegnato a mio figlio solo 23 ore di sostegno delle 30 di copertura totale richiesta dall'équipe multifunzionale dell'ASL - ci scrive Mariano da Trieste - la scuola stessa ha chiesto alla nostra famiglia di "venire incontro" alle problematiche "loro" e di dare una mano...». Il figlio di Mariano, va qui precisato, è affetto da una grave malattia genetica (la sindrome X-fragile), riconosciuta come tale dall'ASL di Trieste, sin dal 2004. Nessun riconoscimento, invece, per le due sorelline, entrambe portatrici sane, pur incontrando anch'esse evidenti difficoltà scolastiche. Marco - questo il nome del bimbo di otto anni - necessita poi, naturalmente, anche di assistenza specialistica.
In ogni caso Mariano, «per "venire incontro" alla scuola», tramite accordi non scritti, concorda che quando il figlio verrà accompagnato alla terapia logopedica, una volta finita questa, tornerà a casa. Ovviamente, concluso il ciclo di logopedia, dovrà poter frequentare regolarmente la scuola.
E arriviamo così al 1° ottobre, dopo che il 27 settembre Mariano aveva segnalato alla scuola l'assenza, per il venerdì successivo, della logopedista e la necessità di Marco di andare regolarmente a scuola. Quando invece la mamma arriva con il figlio, l'insegnante di classe le nega l'ingresso in aula - non essendoci l'insegnante di sostegno - e la rimanda alla preside, la quale, in una lettera, giustifica il rinvio a casa di Marco, scrivendo testualmente: «In data odierna l'alunno avrebbe dovuto svolgere attività di logopedia presso un ente; in tal caso le "sue" ore vengono utilizzate su altri alunni, ma la sospensione della seduta e la presenza dell'alunno a scuola ha reso impossibile la sua copertura con l'insegnante di sostegno o l'educatore».
Questa l'incommentabile sostanza della risposta («le "sue" ore vengono utilizzate su altri alunni»...), e a precederla c'è "quella forma che offende", di cui parlavamo all'inizio, una forma che però diventa essa stessa sostanza, soprattutto se proviene da una Dirigente Scolastica. La dichiarazione di quest'ultima, infatti, si apre così: «In data odierna [...] non è possibile "la copertura" didattica - educativa a favore dell'alunno H Marco...». "Alunno H"? Viene classificata così una persona con disabilità in quella scuola elementare di Trieste, uno studente che secondo ogni normativa nazionale e internazionale (ultima, ma non certo ultima, la Sentenza della Corte Costituzionale 80/10) dovrebbe essere considerato e avere gli stessi diritti di tutti gli altri?

A questo punto la famiglia non accetta quel che accettabile non è. Presenta una denuncia-querela ai Carabinieri, si rivolge al Tribunale dei Minori e alle Istituzioni Scolastiche Provinciali. Rende nota la vicenda anche agli organi d'informazione, che in questo caso si occupano del fatto nel migliore dei modi, grazie all'articolo ben documentato di Gabriella Ziani, sul quotidiano «Il Piccolo» (lo si legga cliccando qui), corredato da una serie di dati utili sulla situazione a dir poco complicata vissuta dagli alunni con disabilità a Trieste.
Un "polverone necessario" e non certo indolore, per Mariano, costretto ad accendere i riflettori sulla propria famiglia, per farne rispettare i diritti, dopo anni di "lotte" contro la burocrazia e innumerevoli ostacoli. Un polverone che però sembra ottenere il risultato, con l'Ufficio Scolastico Regionale che garantisce dodici ore aggiuntive, anche se la Dirigente dell'Istituto Comprensivo - la stessa che aveva parlato di «Alunno H» - tiene a precisare, come riportato dal «Piccolo» che «non c'è solo quell'unico bimbo. I diritti vanno distribuiti, ne abbiamo 6 con handicap grave su 11». «I diritti vanno distribuiti», dichiara la Dirigente: non possiamo che risponderle riprendendo testualmente un brano della citata Sentenza 80/10 della Corte Costituzionale, quando vi si dichiara che «il diritto del disabile all’istruzione si configura come un diritto fondamentale. La fruizione di tale diritto è assicurata, in particolare, attraverso "misure di integrazione e sostegno idonee a garantire ai portatori di handicaps la frequenza degli istituti d’istruzione" (sentenza n. 215 del 1987)».

Dal canto suo - in riferimento al problema dell'assistenza specialistica - l'assessore alla Promozione e alla Protezione Sociale del Comune di Trieste, Carlo Grilli, dichiara al «Piccolo»: «Tutte le ore necessarie le abbiamo coperte. Per questa situazione cercheremo di fare ancora di più, ma sia ben chiaro: è un problema della scuola, di un sistema che non riesce a coprire le ore corrispondenti al bisogno; è inaccettabile, non possiamo sopperire alla didattica con servizi di assistenza, colmiamo sì le ore, ma con una scatola vuota per il diritto all'istruzione del bambino: i nostri operatori si fanno davvero in otto, ma il problema è a monte».
E fin qui niente di nuovo, né dal punto di vista delle gravissime difficoltà della scuola italiana - non certo solo a Trieste - nel garantire la reale inclusione degli studenti con disabilità, né di quel vago odore di scaricabarile tra gli enti, come testimonia anche un successivo articolo segnalatoci sempre da Mariano, nel quale l'Ufficio Scolastico avrebbe puntato il dito sull'ASL e sul Comune giuliano.
L'importante, al momento, è che la situazione per Marco sia migliorata e in tal senso continueremo a seguirla con attenzione. Difficile invece rimediare alla sofferenza, allo stress e al grave disagio del bimbo e di tutta la sua famiglia, difficile passar sopra a quell'etichetta di "alunno h", vissuto semplicemente "come un problema". Quella forma che offende e che diventa sostanza... (Stefano Borgato)
fonte Superando.it

lunedì 27 settembre 2010

Festa dei nonni 2010-Nonni e nipoti insieme per condividere un momento speciale


IUnisistemacounseling sostiene il programma di attività per la Festa dei Nonni presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano per offrire a nonni e nipoti la possibilità di condividere un momento speciale.

All’interno del programma del Museo sono state scelte le attività pensate per il lavoro in gruppo o la condivisione di un’esperienza, adatte a pubblici di giovani di diverse età, dai 3 anni in su. Nonni e nipoti potranno collaborare e divertirsi insieme per scoprire i segreti della scrittura di Leonardo o le tecniche dell’affresco rinascimentale; partecipare a una gara di Robotica; usare i materiali più comuni come carta e argilla per realizzare dei manufatti; o ancora, scoprire nel laboratorio interattivo dei Materiali come riciclare gli oggetti più comuni.
Sono in programma anche visite guidate alla sezione trasporti aerei.
Infine, due appuntamenti con il Teatro al Museo, per scoprire in modo nuovo e diverso i piccoli aspetti della realtà che ci circonda. Il programma completo delle attività è consultabile sul sito http://www.museoscienza.org/
«Anche quest'anno la festa dei nonni, ideata nel 2004 dalla Regione Lombardia e diventata evento nazionale.Alcune novità previste , la possibilità di visitare gratis Palazzo Isimbardi, sede della Provincia in corso Monforte e una giornata speciale al Museo della Scienza e della Tecnologia di Via San Vittore .

sabato 25 settembre 2010

COMUNE DI MILANO-Zona3 Festeggiamenti per i due anni del centro anziani


Un compleanno davvero importante. E' quello per i due anni del Centro Socio Ricreativo Culturale per Anziani "Boscovich" .
Ricorrenza che sarà festeggiata ufficialmente giovedì 30 settembre a partire dalle 15,30.
L' appuntamento è nei locali del centro , dove interverranno gli amministratori, i soci iscritti, il comitato di gestione. Insieme per festeggiare i due anni del centro per anziani "Boscovich" inaugurato il 25 settembre 2008 con la presenza dell'assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali, Mariolina Moioli e al Presidente Zona 3 Pietro Viola .
Attualmente guidano la struttura RUBANO VITO (Presidente), MIRANDA FRANCESCO(vice Presidente) e i consiglieri DONOFRIO LEONARDO CARMINE, BONGIOVANNI MARIA GIUSEPPINA e AMIGONI AMELIA eletti dall'assemblea dei soci in data 7 giugno 2010.
Un punto di riferimento per gli anziani della zona 3 e non solo.
" Come previsto dallo statuto - fanno sapere i responsabili del centro – l'associazione non ha fini di lucro ed è ispirato a finalità di solidarietà, di utilità, di promozione sociale a favore degli associati. Promuove iniziative iniziative di natura culturale, ricreativa, ludico-sportiva, per dare ai propri Soci momenti di impegno sociale e civile nel contesto della cittadinanza attiva"

venerdì 24 settembre 2010

A Strasburgo per fare il bilancio sulla Vita Indipendente in Europa



[È infatti nella città sede del Parlamento Europeo che si sta
svolgendo l'Assemblea Generale di ENIL Europa (European Network on Independent Living), l'organismo che ha dato vita al movimento continentale per la Vita Indipendente.

L'incontro è anche una preziosa occasione per confrontarsi su come la Vita Indipendente sia stata realizzata nei vari Paesi, alla luce anche della ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità da parte di molti di essi ]

È in corso di svolgimento a Strasburgo l'Assemblea Generale di ENIL Europa (European Network on Independent Living), l'organismo che ha dato vita al Movimento per la Vita Indipendente in Europa.L'incontro - cui partecipano una cinquantina di rappresentanti di numerosi Paesi europei - è anche l’occasione per fare un bilancio delle attività dell’ultimo triennio e illustrare il futuro piano strategico sulle tematiche della Vita Indipendente.La delegazione delle associazioni italiane prevede la presenza di Silvia Cutrera(presidente dell'Agenzia per la Vita Indipendente - AVI di Roma), di Elisabetta Gasparini (ENIL Italia), di Stefania Valesi (Comitato Lombardo per la Vita Indipendente) e di Germano Tosi (Associazione Consequor per la Vita Indipendente).Dal canto suo, l'AVI di Roma ha già dato la propria disponibilità a collaborare nel piano di azione triennale, sia attraverso la presenza in seminari di altri Paesi, sia nell'organizzazione di un seminario internazionale.L'appuntamento in corso a Strasburgo sta anche fornendo ai partecipanti la possibilità di confrontarsi su come la Vita Indipendente sia stata realizzata nel proprio Paese, alla luce della ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità - avvenuta in molti Stati membri - dando voce a proposte e progetti.È previsto anche un workshop incentrato sul sistema Welfare nell’attuale contesto di crisi economica, con l'analisi delle conseguenze che la recessione causa all’erogazione dei finanziamenti per l’assistenza personale.Nel corso dell'ultima giornata del 22 settembre, è programmato infine un incontro al Parlamento Europeo con gli eurodeputati ai quali verrà richiesto l'impegno a sostenere la campagna di ENIL per la deistituzionalizzazione delle persone con disabilità, nonché un sollecito ai rispettivi governi nazionali perché uniformino le proprie legislazioni a quanto previsto dalla Convenzione ONU.Da segnalare infine che tra le decisioni già adottate a Strasburgo - riguardanti lo Statuto di ENIL Europa - si è stabilito di abrogare il riferimento alla Svezia come luogo in cui ha sede e opera l'organizzazione: la collocazione, infatti, sarà sempre più collegata tramite la rete e il web. È stata inoltre confermata la finalità di ENIL di far conoscere la Vita Indipendente in Europa a tutti i livelli, mantenendo un approccio che preveda il rispetto dei diritti umani. E da ultimo, ma non ultimo, si è deciso che d'ora in poi possano diventare membri di ENIL anche persone senza disabilità che sostengano gli stessi obiettivi (senza diritto di voto né attivo né passivo).Il nuovo Direttivo del network sarà composto dallo spagnolo Javier Arroyo Mendez, dagli inglesi Colin Barnes e Sue Bott, dal greco Wassilios Kassioulis, dal belga Peter Lambreghts, dallo svedese Erik Ljungberg, dalla norvegese Vibeke Melstrom, dalla polacca Kapka Panayotova e dalla serba Gordana Rajkov. (S.B.)
Fonte Superando.it

giovedì 16 settembre 2010

Arriva la prima mappa delle strutture per disturbi alimentari



Un database ricco di informazioni dettagliate per il trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare, come l’anoressia e la bulimia, è stata pubblicato sul sito istituzionale disturbialimentari. Qui è possibile rintracciare i dati della struttura cui si è interessati tra cui costi e orari ed effettuare ricerche mirate sulla base di diversi criteri livello di trattamento, tipologia di struttura e di servizio, ASL di appartenenza, posizione geografica.

giovedì 9 settembre 2010

Convegno aperto al pubblico dal titolo:"Alzheimer. E' tempo di agire insieme!!


Riceviamo e volentieri pubblichiamo
In occasione della XVII Giornata Mondiale Alzheimer, 21 Settembre 2010, la Federazione Alzheimer Italia organizza il convegno aperto al pubblico dal titolo:"Alzheimer. E' tempo di agire insieme!!"Proposta per una rete nazionale di orientamento per i malati e i loro familiari
La Federazione Alzheimer Italia propone una rete nazionale di orientamento:i familiari dei malati di Siracusa hanno diritto ad essere informati come quelli di Milano.
Introduce:
Gabriella Salvini Porro Federazione Alzheimer Italia.
Intervengono:
Teresa Di Fiandra Ministero della Salute, Roma.
Amalia C. Bruni Centro Regionale Di Neurogenetica, Lamezia Terme, ASP CZ.
Nicola Vanacore Istituto Superiore di Sanità, Roma.
Alessandro Nobili Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano.
Ne discute:
Marco Trabucchi Associazione Italiana di Psicogeriatria (AIP).
con:
Anna Banchero Coordinamento Tecnico Politiche Sociali Regionali, ARS Liguria.
Antonella Carafelli Servizio Governo dell'integrazione socio-sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza, Regione Emilia-Romagna.
Paolo Francesconi Settore epidemiologia dei servizi sanitari e dei percorsi assistenziali, ARS Toscana.
Carlo Lucchina Direzione generale Sanità, Regione Lombardia.
21 settembre ore 09.00-13.30
Sala delle Colonne, Banca Popolare di MilanoVia San Paolo, 12 - Milano
La partecipazione è gratuita. Si prega confermare a Segreteria Organizzativa: tel. 345.90.25.573, e-mail: info_convegno@libero.itPer ulteriori informazioni: http://www.alzheimer.it/

venerdì 13 agosto 2010

IUniScuoLa.Malattie Rare: Disegno di Legge accettabile, ma da migliorare

Questo il giudizio della Consulta Nazionale delle Malattie Rare sul testo unificato che raggruppa vari Disegni di Legge precedenti e che dovrebbe presto essere licenziato dalla Commissione Sanità del Senato, in ambito di incentivi alla ricerca e di accesso alle terapie nel settore delle Malattie Rare. In tal senso la Consulta stessa proporrà e sosterrà con forza alcuni emendamenti, auspicando comunque che si arrivi presto all'indispensabile legge sulle Malattie Rare
Flavio Bertoglio, segretario della Consulta Nazionale delle Malattie RareNel corso della sua più recente riunione, la Consulta Nazionale delle Malattie Rare ha analizzato e discusso il testo unificato - che raggruppa vari Disegni di Legge e che è in procinto di essere licenziato dalla Commissione Sanità del Senato - su Incentivi alla ricerca e accesso alle terapie nel settore delle malattie rare. Applicazione dell'articolo 9 del regolamento (CE) 141 / 2000, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1999.«In particolar modo - dichiara Flavio Bertoglio, segretario generale della Consulta - sosterremo con tutte le nostre forze la correzione della distorta definizione di Malattia Rara indicata nell'articolo 1 del Disegno di Legge, come già detto in sedi competenti, perché si presta a un'interpretazione disarmonica. Infatti la dicitura corretta dovrebbe essere "sono considerate rare le malattie che colpiscono non più di cinque individui su diecimila nell'Unione Europea" e non "sono considerate rare le malattie a rischio di vita o gravemente invalidanti che colpiscono non più di cinque individui su diecimila nell'Unione Europea". Così facendo, infatti, non verrebbero considerate rare malattie non gravi o invalidanti, con tutti i diritti negati del caso e con le ovvie conseguenze».«Il punto - aggiunge Cristina Colzani, responsabile dell'Ufficio Stampa della Consulta - è che esistono patologie rare che comunque consentono a persone adulte di lavorare e vivere da sole e non per questo esse devono essere discriminate» (il testo unificato integrale è disponibile cliccando qui).Nel complesso, comunque, la Consulta considera accettabile l'impianto normativo del testo unificato, ritenendo quanto mai indispensabile e urgente l'emanazione di una legge attesa ormai da troppo tempo, con la proposta, però, di alcuni emendamenti ritenuti necessari per apportare alcune modifiche significative. «Consci infatti dell'importante ruolo che la Consulta ricopre per la delega di rappresentanza ricevuta da oltre 260 associazioni accreditate presso l'ISS (Istituto Superiore di Sanità) - puntualizza Bertoglio - e per il riconoscimento ufficiale del Direttore Generale del Ministero della Salute, intendiamo portare all'attenzione una serie di proposte emendative e sostenerle con forza, per offrire un contributo in termini collaborativi, finalizzato al miglioramento del testo in esame».Il segretario generale della Consulta conclude ricordando anche l'elenco di quelle 109 Malattie Rare che attendono ancora di essere inserite nell'Allegato A del Decreto Ministeriale 279/01, quello cioè che quasi dieci anni istituì la Rete Nazionale delle Malattie Rare. «Si tratta - sottolinea - di un mancato aggiornamento che continua a mantenere tanti Malati Rari nell'"invisibilità" del Sistema Sanitario Nazionale. Auspichiamo da tempo risposte dalle Istituzioni anche su questo problema». (S.B.)
Per ulteriori informazioni: press@cndmr.it (Cristina Colzani).
Per saperne di più, Clicca QUi