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domenica 31 gennaio 2016
Lettera al Direttore del quotidiano di Como "La Provincia" invata da una persona che ha partecipato alla serata del 22 gennaio 2016 avente per tema CACAO E CIOCCOLATO
venerdì 29 gennaio 2016
Spese sanitarie 730: farmaci da banco detraibili

Come compilare la dichiarazione dei redditi con le spese sanitarie rimaste fuori dal 730 precompilato, per la detrazione 2016: ecco quali medicine e farmaci da banco sono detraibili al 19%.
Per capire quali medicinali da banco godono della detrazione fiscale del 19%
in dichiarazione dei redditi (730 o UNICO) in quanto spese sanitarie, è la distinzione tra farmaci e parafarmaci. Dunque, si possono
detrarre le spese per aspirina e analgesici ma non per integratori alimentari, anche se prescritti dal medico.
Ecco una breve guida
per capire come comportarsi, dal momento che anche per il 2016 il contribuente
è chiamato a calcolare da sé l’ammontare delle spese farmaceutiche prive di
prescrizione: l’Agenzia delle Entrate ha infatti confermato che l’importo
degli scontrini per i farmaci da banco non sarà automaticamente inserito nel 730 precompilato. In pratica, nel
730/2016 confluiranno solo le medicine acquistate nel 2015 dietro presentazione
di ricetta medica.
Medicine detraibili
Per essere detraibile
il prodotto deve essere definito farmaco (e non prodotto
parafarmaceutico). Nello scontrino è riportata tale indicazione (es.: se
compare la scritta “parafarmaco” non può applicarsi la detrazione).
Un altro metodo è fare
riferimento a quando indicato sulla confezione. I farmaci da banco detraibili
presentano sempre una delle seguenti sigle:
- OTC (over the counter, farmaci da banco);
- SOP (farmaco senza obbligo di prescrizione medica);
- F.co (farmaco);
- Med.le (medicinale),
- farmaci di fascia C;
- diciture: omeopatico, galenico, officinale, magistrale, preparazione, automedicazione, etico, ticket o analoghe (è possibile siano abbreviati in omeo, galen, ecc.).I farmaci sono sempre contrassegnati da uno specifico codice alfanumerico AIC, rilasciato dall’Agenzia Italiana del Farmaco: se il codice inizia con A0 si tratta di un farmaco, se c’è la scritta A9 si tratta di un parafarmaco.Casi particolariNella risoluzione 396/E del 2008, l’Agenzia delle Entrate fornisce una serie di ulteriori indicazioni. Ad esempio: gli integratori alimentari, anche se prescritti dal medico, non sono farmaci, ma prodotti che appartengono all’area alimentare.Per quanto riguarda i prodotti fitoterapici, invece, il discorso è diverso: sono ufficialmente approvati dall’Agenzia Italiana del Farmaco e possono essere venduti solo in farmacia, in alcuni casi dietro presentazione di ricetta medica e in altri casi senza, quindi sono detraibili. Si definisce un farmaco fitoterapico«ogni medicinale che contiene esclusivamente come sostanze attive una o più sostanze vegetali o una o più preparazioni vegetali, oppure una o più sostanze vegetali in associazione ad una o più preparazioni vegetali».Attenzione: prodotti a base di erbe non approvati dall’AIFA, anche se possono avere una qualche attività farmacologica, non possono essere definiti medicinali.Altre precisazioni: i prodotti galenici sono detraibili solo se preparati direttamente dal farmacista, dietro presentazione di scontrino parlante (con l’indicazione che si tratta di un farmaco) o ricevuta del farmacista (che scriverà “farmcaco” o “medicina” o equivalenti).Infine, i dispositivi medici sono detraibili se definibili come tali sullo scontrino (dispositivo medico / DM / IVD) e se dotati di marcatura CE. La circolare Agenzia delle Entrate n.20 del 2011 riporta un elenco (non esaustivo) dei più comuni dispositivi medici detraibili:
Dispositivi medici detraibili (DM)
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Lenti
oftalmiche correttive dei difetti visivi
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Montature
per lenti correttive dei difetti visivi
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Occhiali
premontati per presbiopia
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Apparecchi
acustici
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Cerotti,
bende, garze e medicazioni avanzate
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Siringhe
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Termometri
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Apparecchio
per aerosol
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Apparecchi
per la misurazione della pressione arteriosa
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Penna
pungidito e lancette per il prelievo di sangue capillare ai fini della
misurazione della glicemia
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Pannoloni
per incontinenza
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Prodotti
ortopedici (ad es. tutori, ginocchiere, cavigliere, stampelle e ausili per la
deambulazione in generale ecc.)
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Ausili per
disabili (ad es. cateteri, sacche per urine, padelle ecc..)
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Lenti a
contatto
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Soluzioni
per lenti a contatto
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Prodotti
per dentiere (ad es. creme adesive, compresse disinfettanti ecc.)
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Materassi
ortopedici e materassi antidecubito
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Dispositivi Medico Diagnostici in Vitro (IVD)
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Contenitori
campioni (urine, feci)
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Test di
gravidanza
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Test di
ovulazione
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Test
menopausa
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Strisce/Strumenti
per la determinazione del glucosio
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Strisce/Strumenti
per la determinazione del colesterolo totale, HDL e LDL
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Strisce/Strumenti
per la determinazione dei trigliceridi
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Test
autodiagnostici per le intolleranze alimentari
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Test
autodiagnosi prostata PSA
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Test
autodiagnosi per la determinazione del tempo di protrombina (INR)
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Test per
la rilevazione di sangue occulto nelle feci
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Test
autodiagnosi per la celiachia
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giovedì 21 gennaio 2016
San Fele24ore: Il gabelliere e il gabellato: le tribolazione del "sindaco di Castione"
Una novella di Verga senza lupini, un opera teatrale di Pirandello senza crisi di identità ma con sdoppiamento. Le due vite narrate sono parallele, ad una tutto riesce all'altra tutto va storto, ma la seconda è tenace ed alla fine prevale, senza una lira o meglio senza un euro ma reale. Così va il mondo alla bassa ma anche altrove. (A.P)
Su richiesta dell'Agenzia delle Entrate avemmo un incontro con i "gabellieri", pensavo di aver spiegato tutto chiaramente ai funzionari, ma evidentemente non era così. Forse nella prima vita sono stati veloci ed andava tutto bene, ma nella seconda il mio ricorso non solo è stato fatto attendere per cinque anni, ma è anche stato respinto, ma in compenso mi sono state addebitate spese processuali per 800 €.
Incredibile, mai ho perso una causa.
Novella in quattro quadri senza intervallo di Germano Meletti
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Pirandello fotografato negli anni venti |
Voi comuni mortali avete una sola vita, io invece ne ho due: una virtuale ed una reale. In quella virtuale mi hanno insegnato l'educazione, il rispetto degli altri, l'onestà, il rispetto delle leggi e l'adempimento a tutti i miei doveri di cittadino, il rispetto dell'altrui proprietà, dettami sempre da me pienamente rispettati. Quella che mi frega è però la seconda vita, quella reale, dove i miei comportamenti rispecchiano totalmente gli insegnamenti ricevuti, quelli riferiti alla prima vita, ma gli altri possono fare ciò che vogliono nei miei confronti, magari senza il rispetto di quelle leggi da me lealmente osservate.
Nella vita, quella reale, di disavventure di questo genere me ne sono successe tante e varie istituzioni hanno ripetutamente calpestato i miei diritti, non vado ad elencarvi il tutto altrimenti mi danno del piagnone in cerca di visibilità attraverso manifestazioni di vittimismo (è già successo).
L'ultimo anello di questa catena si è svolto nei dettagli nel seguente modo: alcuni anni fa io e mio padre vendemmo ad una impresa edile due lotti di terreno adiacenti la piazza di Castione Marchesi, uno più piccolo sul quale è stata costruita una villetta bifamiliare ed uno più grande dove è stata realizzata una palazzina di sei appartamenti.
Facendo due conti, anche su consiglio del nostro consulente Ing. Franco Ciati, il quale ci descrisse la controparte come pagatori che non avrebbero creato problemi, pensavamo quindi di realizzare in totale 180.000 €, dividendo così l'introito: 60.000 € del lotto piccolo e 120.000 di quello grande. La vendita del lotto piccolo, dopo una non faticosa trattativa, avvenne a 57.000 €.
Per la vendita del lotto grande, visto che veniva effettuata alla stessa ditta, pensammo di partire da 130.000 € per recuperare i 3.000 scontati nella prima vendita, per fermarci eventualmente a 123.000 €, il totale era comunque 180.000. Riuscimmo a fermarci a 125.000, quindi si può dire che l'affare era andato bene, sì, ma nella prima vita, perché nella seconda è stata una solenne fregatura, impostami anche dall'Agenzia delle Entrate, una di quelle entità che, nella prima vita, dovrebbero essere rispettate ed assecondate, ma nella seconda vita ti fanno ricredere, anche e sopratutto senza evasione alcuna.
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Meletti fotografato alla ventesima udienza |
Ripeto per chiarezza: incassammo 182.000 € totali, o meglio, pensavamo di incassare, perché, pur essendo scritte tutte sul rogito le varie scadenze di pagamento, l'acquirente non ha rispettato le ultime, per cui restammo con un credito di 56.000 €, a tutt'oggi da incassare (lascio a voi immaginare se li incasserò, pur essendomi insinuato nel fallimento della ditta).
Nella prima vita forse è andato tutto liscio, ma non me ne sono accorto; nella seconda vita, invece, mi arriva un accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate, secondo loro il valore totale stimato era di 185.000 € e non di 182.000, per cui mi viene intimato a brevissima scadenza il pagamento di 900 € circa.
Vengo indirizzato presso un legale di diritto amministrativo di Vigolo Marchese di Castell'Arquato, perché quella prassi andava seguita da un legale. L'avvocato mi chiede una parcella di 300 €, giustamente, e mi fa firmare immediatamente i documenti per riavere quel denaro, 1.200 € compresa la parcella, inoltrando ricorso, in quanto è palese che non ci sono state evasioni di alcun genere nell'operazione, tanto più che il tutto è stato gestito dal notaio.
Mi dice l'avvocato: "E' incredibile, mai ho perso una causa simile, forse che a Parma ci siano altre leggi, visto che è la prima volta che per queste contestazioni mi rivolgo a quel tribunale?". Naturalmente mi appellerò, voglio continuare ad essere ottimista, non ho nessuna intenzione di sborsare soldi non dovuti, ma sopratutto non tollero di beccarmi dell'evasore quando non ho frodato nulla a nessuno, tanto meno allo stato Alla fine ho bruciato la prima vita, quella virtuale, perché non è vero niente di come mi hanno spiegato le cose, la seconda invece la sto passando per tribunali per far valere le mie ragioni, calpestate da uno stato strozzino, forte con i deboli e debole con i forti. La prossima volta che nasco mi chiamerò Silvio Berlusconi, forse mi sarà attribuita una terza vita, magari dietro profumato esborso, nella quale recuperare tutto quello che mi è stato ingiustamente tolto nelle altre due.
Germano Meletti
San Fele24ore: Il gabelliere e il gabellato: le tribolazione del ...: Una novella di Verga senza lupini, un opera teatrale di Pirandello senza crisi di identità ma con sdoppiamento. Le due vite narrate s...
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